Nasce il Fondo di comunità: Insieme per il lavoro si occupa della parte lavoro

Risorse, beni, progetti, idee per sostenere le persone più colpite dalla crisi economica e sociale legata all'emergenza Covid

 

Lunedì 14 dicembre 2020 è stato presentato dal sindaco metropolitano Virginio Merola il Fondo sociale di comunità, un nuovo strumento di welfare metropolitano che raccoglie risorse, beni, progetti, idee per rispondere ai bisogni economici e sociali delle persone, dovuti principalmente all’emergenza Covid.

Il Fondo di comunità metropolitano vuole sviluppare un senso di appartenenza ad una comunità ampia come quella metropolitana, che attraversa un momento di fragilità ma trova e valorizza le risorse e le energie per rispondere in modo coeso, rapido e concreto.

Due le parole per congiungersi in un’azione comune: dare per fare.

Le risorse raccolte saranno distribuite attraverso il sistema dei Servizi sociali, educativi e per il lavoro, sviluppando un forte coordinamento e una messa a sistema delle attività promosse dai diversi soggetti pubblici e privati.

Oltre all’erogazione di risorse economiche e alla distribuzione di beni di prima necessità e dispositivi digitali verranno promossi progetti innovativi nell’area del lavoro e dell’abitare, che rappresentano i principali nodi critici ai quali è più complesso dare risposte.

In riferimento alle attività che riguardano il lavoro, il Comune di Bologna dedica un milione di euro a Insieme per il lavoro per favorire il reinserimento lavorativo delle persone vittime della crisi generata dalla pandemia di Covid-19 attraverso lo sviluppo di nuove azioni e collaborazioni.

Questo il commento dell'Assessore Marco Lombardo: "Sul lato del lavoro, è importante ricordare il contributo di Insieme per il lavoro all'interno del Fondo di Comunità per contrastare l'acuirsi delle disuguaglianze nel mercato del lavoro. Sul lato del metodo, il Fondo di Comunità di ricorda che nessuno si salva da solo e solo insieme (istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali, terzo settore) possiamo uscirne".

 

Per saperne di più, visita il sito dareperfare.it.