Firmato il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile

Tra gli strumenti il potenziamento dell'azione di Insieme per il lavoro

 

È stato firmato mercoledì 13 gennaio il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile sottoscritto da 52 soggetti, con il coordinamento della Città metropolitana, tra cui Unioni dei Comuni, Comune di Bologna, Camera di Commercio, associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali, Università e mondo della ricerca, sistema del Terzo settore, Fondazioni bancarie, le due Diocesi, gli attori chiave del sistema educativo, sociale e della sanità e il sistema delle partecipate.
Il nuovo Patto non è un nuovo strumento di programmazione ma – avendo come riferimenti quelli già in essere a partire dal Piano Strategico Metropolitano - contribuisce da un lato a dare una risposta tempestiva con azioni per l’emergenza e dall’altro seleziona alcuni progetti strategici suddivisi in ambiti (cluster) prioritari per lo sviluppo e la crescita sostenibile. Il nuovo Patto vuole anche essere il contributo della Città metropolitana al nuovo Patto regionale per il lavoro e il clima.

"Con il Patto firmato oggi" ha detto il sindaco metropolitano Virginio Merola in apertura dell’incontro "noi diciamo che siamo pronti a dare il nostro contributo alla ripresa e allo sviluppo sostenibile dei territori. E penso che i territori vadano coinvolti nel Recovery Fund a partire da un ruolo da protagoniste delle Città metropolitane".

“Inoltre" ha continuato il sindaco "il persistere della crisi pandemica Covid-19 sta determinando la più forte crisi sociale ed economica dal secondo dopoguerra, che va affrontata con l’adozione di politiche in grado di rispondere ai nuovi bisogni emersi”.

Per affrontare questa situazione e per salvaguardare e rilanciare l’alto livello di coesione sociale che da sempre ha caratterizzato il territorio metropolitano, occorre, così come nel 2015, la definizione di questo nuovo Patto di condivisione tra tutti gli attori sociali e istituzionali, con l’obiettivo di cogliere le opportunità per promuovere una crescita e uno sviluppo sostenibili.

 

Una degli strumenti messi in campo per contrastare l'emergenza sarà potenziare l'azione di Insieme per il lavoro, per l’inserimento lavorativo di persone espulse dal mondo del lavoro, i NEET (giovani che non lavorano né studiano) e ulteriori target. In particolare, si definiscono come macro-obiettivi il potenziamento e innovazione delle azioni già in corso in diretta conseguenza dell’emergenza sanitaria e lo sviluppo di azioni per le persone ancora attive nel mondo del lavoro, con particolare attenzione alle persone più fragili, per garantire continuità lavorativa e dunque consentire il mantenimento del rapporto lavorativo in attesa della ripresa.

 

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