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Sempre più persone giovani trovano occupazione tramite Insieme per il lavoro. Lo dicono i numeri del primo semestre 2026, che raccontano anche di un calo degli stage a favore di contratti a termine e a tempo indeterminato. Le persone che beneficiano di un inserimento lavorativo hanno spesso una laurea o un diploma. Vediamo i risultati della prima metà dell’anno in breve. Qui, invece, è consultabile l’ultimo Report annuale delle attività di Insieme per il lavoro appena pubblicato.

Da gennaio a giugno di quest’anno si sono iscritte al progetto 1.278 persone, un numero di poco inferiore a quello dello stesso periodo del 2025 quando gli iscritti erano stati 1.471. A fronte di questo leggero calo è significativo il dato che riguarda gli inserimenti mediati da Insieme per il lavoro che in questi primi sei mesi del 2026 sono stati 386 (+35,4% rispetto al primo semestre 2025), cento in più dello scorso anno sul periodo preso in esame, di cui 201 per persone che non avevano mai beneficiato prima di un inserimento mediato dal progetto (+27,2%). 

I contratti a tempo indeterminato da gennaio a giugno sono stati 74, il 19% del totale, sostanzialmente in linea con i valori del primo semestre 2025 quando questa tipologia contrattuale rappresentava il 21% sul totale, una percentuale di poco superiore. Sono 223 i contratti a tempo determinato (il 58% del totale, che nei primi sei mesi del 2025 erano stati il 55%). Crollano gli stage (- 44%) che rappresentano in questo semestre la percentuale più bassa di sempre (5%) a favore delle altre tipologie contrattuali.

Così come nel 2025, anche nel primo semestre del 2026, hanno beneficiato degli inserimenti lavorativi mediati da Insieme per il lavoro soprattutto gli under 30, il 33% del totale (la percentuale più alta dall’inizio del progetto) con un aumento di 8 punti percentuali rispetto alla media 2018-2025. Si riduce la fetta di persone over 50 inserite in azienda che scendono da una media del 25% dall’inizio del progetto al 18% nel periodo in esame. I 30-39enni sono il 22% delle persone inserite, mentre i 40-49enni rappresentano infine il 24%. Scende progressivamente dunque dal 2017 l’età media dei beneficiari inseriti in linea con l’abbassamento dell’età media degli iscritti. Per quanto riguarda il genere delle persone inserite nel semestre, il 57% è rappresentato dagli uomini e il 43% dalle donne.

In questa prima parte dell’anno sono cresciute del +8% le aziende che hanno effettuato inserimenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Mantengono un ruolo fondamentale le Fondazioni e le agenzie interinali. In particolare la stretta collaborazione con Tper e Fondazione Aldini Valeriani ha portato a 37 inserimenti nell’azienda di trasporti bolognese. Le aziende che hanno assunto sono 132 (erano 122 nel primo semestre dell’anno scorso). Nella top ten dei settori di inserimento spiccano la ristorazione, i trasporti, l’assistenza alla persona, le pulizie.

Per quanto riguarda la composizione demografica degli inserimenti, il 61% riguarda una popolazione italiana, mentre il 39% una popolazione di origine straniera: i numeri sono in linea con il trend degli anni passati. Le persone straniere inserite nel primo semestre 2026 provengono principalmente da Paesi africani, con il Marocco e la Tunisia in testa, e da Paesi asiatici, soprattutto dal Bangladesh.

Nel primo semestre del 2026 diminuisce l’incidenza degli utenti che non possiedono alcun titolo (26%) e quella degli utenti con diploma (38%) sul totale degli inserimenti rispetto al primo semestre 2025.  Cresce sensibilmente invece l’incidenza dei laureati (27% contro 20% nel primo semestre 2025), in linea con il trend osservato lungo lo scorso anno. Oltre il 60% delle persone che trovano lavoro tramite Insieme per il lavoro ha dunque un diploma o una laurea.