C'era una volta a Sasso Marconi la Manz Italy Srl. Nata dalla storica Arcotronics, poi diventata Kemet e infine entrata a far parte della multinazionale tedesca Manz, l’azienda era specializzata nella produzione di macchinari hi-tech per la fabbricazione di batterie. Per molti anni la sua storia si è intrecciata a quella del territorio dell'Appennino bolognese. Ma, alla fine del 2024, la sede italiana del gruppo ha subito i contraccolpi del default della casa madre ed è entrata in una grave crisi. Per Manz Italy la parola fine è arrivata nel dicembre del 2025, con la chiusura dello stabilimento e la liquidazione giudiziale decretata dal tribunale di Bologna.
Ex dipendenti nel limbo. Fuori dai cancelli sono rimaste ventisei persone tra periti, tecnici, operai specializzati, amministrativi: gli ultimi rappresentanti di una forza lavoro che solo un anno fa contava 120 dipendenti. Oggi queste lavoratrici e questi lavoratori sono in un limbo: sospesi tra il fallimento di fatto e il formale licenziamento, si ritrovano senza reddito e senza la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali. Fin qui la vicenda è nota, anche perché è entrata nelle cronache locali da qualche settimana. Ma negli ultimi giorni si è aperto un nuovo capitolo, di cui fa parte anche Insieme per il lavoro.
Un tavolo per le persone. La Città metropolitana di Bologna ha convocato il "tavolo di salvaguardia" con le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell'azienda e le associazioni di categoria, il Comune di Sasso Marconi e la Regione Emilia-Romagna. Qui sono stati messi in campo anche gli strumenti e la rete di Insieme per il lavoro: l’obiettivo comune è offrire da subito soluzioni concrete alle persone, facilitando il loro inserimento in altre realtà produttive.
Verso i ricollocamenti. Così il Comune ha chiamato a raccolta le imprese del territorio, che si sono dichiarate solidali e disposte ad assorbire parte del personale ex-Manz. Il team di Insieme per il lavoro si è quindi attivato per proporre i profili delle lavoratrici e dei lavoratori alle aziende, sia a quelle coinvolte dal tavolo che ai partner del progetto: al momento in cui scriviamo, diversi dipendenti hanno già iniziato il percorso di accompagnamento.
Il prestito garantito. Inoltre, Insieme per il lavoro ha messo a disposizione di ogni dipendente un finanziamento personale, offerto a condizioni agevolate da Emilbanca e garantito al 100% dalla Fondazione San Petronio, emanazione dell’arcidiocesi di Bologna. Il prestito è uno strumento per permettere alle persone coinvolte dalla crisi Manz di affrontare con più tranquillità questa situazione, delicata anche (e non solo) dal punto di vista economico.
Insieme per voltare pagina. Al momento non possiamo ancora prevedere quanti ricollocamenti si realizzeranno e quanto tempo sarà necessario. La crisi di Manz Italy è una storia ancora aperta, ma intanto è importante raccontare che tutte le istituzioni hanno fatto rete e si stanno impegnando insieme alle realtà produttive del territorio. Perché, il prima possibile, le ventisei persone che lavoravano nell’azienda di Sasso Marconi possano voltare pagina.