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Opportunità per le imprese dal progetto europeo Bridges to employment. Le aziende che assumono persone disoccupate da tempo con un contratto di 18 mesi, a partire da ottobre 2026, ricevono il rimborso dell’80% dei costi salariali. Al centro dell’iniziativa le donne con difficoltà nella ricerca del lavoro a causa dei carichi di cura familiare.

C’è chi esce dal mercato del lavoro e fa fatica a rientrarci. Una fatica che può protrarsi a lungo: mesi, a volte anni, di ricerca di una nuova occupazione. Spesso accompagnata da un sopraggiunto lavoro di cura familiare che non si concilia più con la vecchia occupazione o con le richieste di personale da parte delle aziende. Per queste ragioni Insieme per il lavoro, che da sempre accompagna le persone nella ricerca del lavoro con un’attenzione alla situazione individuale di chi vi si rivolge, sposa con entusiasmo i progetti che facilitano le imprese nell’inserimento lavorativo delle persone disoccupate da lunga data.

È così che è arrivato Bridges to Employment: un progetto europeo cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) che coinvolge organizzazioni pubbliche e private di quattro paesi – Italia, Germania, Austria e Irlanda – con l’obiettivo di creare percorsi di inserimento lavorativo sostenibili per persone disoccupate da oltre 12 mesi. A Bologna, il progetto è gestito da AECA e Città metropolitana di Bologna, nell’ambito dell’esperienza consolidata di Insieme per il lavoro. Bridges dà lavoro a chi vuole ricominciare, con un occhio di riguardo principalmente alle donne che si sono fermate per prendersi cura della famiglia e hanno necessità di ritrovare un impiego.

Perché è vantaggioso per le imprese?
Le aziende disponibili ad assumere una persona in cerca di lavoro da oltre 12 mesi, con un contratto di 18 mesi a partire da ottobre 2026, ricevono un rimborso pari all’80% dei costi salariali direttamente dal progetto, incluso il 7% per costi indiretti:

Quali sono i requisiti per partecipare?
Oltre alla disponibilità all’inserimento lavorativo di una persona disoccupata con un contratto di 18 mesi, è necessario designare un mentor interno all’azienda (dipendente con almeno tre anni di esperienza). Sono infine richieste la firma della Dichiarazione d’Onore e dell’Accordo di Cooperazione Interna (ICA) del progetto e la disponibilità a partecipare a incontri periodici di monitoraggio e ad alcune attività di innovazione sociale.

Cosa offre il progetto alle imprese che aderiscono?
1 – Selezione e matching. Il team di AECA e da quello di Insieme per il lavoro individuano la candidata o il candidato più adatto alle esigenze dell’impresa, condividendo CV e organizzando eventuali colloqui prima dell’inserimento.
2 – Percorso di preparazione pre-inserimento. Prima di entrare in azienda, la persona selezionata seguirà un percorso di orientamento e formazione della durata di 1-2 mesi, così da arrivare pronta al nuovo ruolo.
3 – Un mentor interno formato dal progetto. Il mentor designato dall’azienda accompagnerà la nuova risorsa dall’inizio del percorso: aiutandola a costruire relazioni nel team, a orientarsi nella cultura aziendale e ad acquisire le competenze tecniche necessarie. Il mentor parteciperà a incontri online periodici di scambio tra pari organizzati dal progetto e alla conferenza di apprendimento a Bologna.
4 – Un coach esterno dedicato. Per tutta la durata del contratto, un coach di progetto affiancherà la lavoratrice o il lavoratore e sarà il punto di riferimento tra l’azienda e il progetto, alleggerendo il carico gestionale interno.

Per maggiori dettagli sulle modalità di partecipazione, le imprese interessate possono contattare direttamente Insieme per il lavoro scrivendo a segreteria@insiemeperillavoro.it.